Il Moro di San Giovanni

Tra leggenda e realtà

“Erano tempi difficili nella maremma di allora:  tra guerre e carestia l’unica fonte di sostentamento per l’uomo erano i prodotti coltivati con fatica in un fazzoletto di terra. 
Un giorno di autunno un vecchio contadino che stava lavorando nei campi vide il suo aratro sprofondare nel duro terreno. Dopo innumerevoli e disperati tentativi di recuperare il suo attrezzo, l’uomo sfinito dal freddo e dalla stanchezza, si arrese al suo triste destino e liberando i buoi dal pesante fardello, si incamminò verso casa con la disperazione nel cuore. 
All’improvviso una luce più forte del sole illuminò il suo cammino e in lontananza vide una figura quasi umana che si dirigeva verso il suo aratro riportandolo in superficie. 
L’uomo impaurito e incredulo si mise a pregare ringraziando quell’angelo venuto dal cielo che gli permise di completare il suo lavoro.”
La Società agricola Le Sode di Sant’Angelo prende il nome da questa leggenda che da generazioni si tramanda intorno alle colline di Massa Marittima: non sarà una terra magica e non sarà merito di un angelo ma se questa zona riesce a dare un vino così buono non è solo grazie all’intervento dell’uomo.